Giuseppe Roversi

 

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Giuseppe Roversi, nasce a Brescia nel 1968 dove ancora oggi vive e svolge la sua attività di progettista.
All’età di 20 anni inizia l’attività di rivenditore di scale interne per alcune aziende italiane ancora oggi presenti sul mercato.

Questi primi anni di lavoro lo hanno guidato e illuminato su quella che sarebbe stata la strada da seguire nel suo futuro.

Intervista pubblicata sulla Rivista di Design “Dentro Casa”

“La scala è il cuore invisibile di una casa. Noi le diamo forma, anima e voce.”

Giuseppe, la sua storia professionale è strettamente legata al mondo delle scale di design. Ci racconta com’è nata Roversi Scale?


È nata da una frustrazione, in realtà. Collaborando nel settore dell’arredamento e dell’architettura, mi sono accorto che le scale venivano spesso trattate come elementi tecnici secondari, un po’ come le finestre o le porte. Nessuno dava loro il peso estetico e architettonico che meritano.
Così ho iniziato a chiedermi: “E se invece la scala fosse un’opera centrale del progetto? Un oggetto che definisce lo spazio e il carattere della casa?”

Da lì è nata Roversi Custom Made, che oggi è diventata un punto di riferimento per chi cerca scale su misura di altissimo livello, progettate con cura artigianale e precisione ingegneristica.

Qual è la visione che guida il suo lavoro?

Credo che una scala debba raccontare qualcosa. Deve integrarsi con l’ambiente ma anche sorprenderlo. Deve funzionare come struttura, certo, ma anche emozionare come oggetto di design.
Noi costruiamo scale che non sono mai uguali, perché ogni cliente, ogni spazio, ogni richiesta è diversa.
La nostra visione si basa su tre pilastri: funzionalità, leggerezza e bellezza essenziale. Non ci interessano scale appariscenti, ma quelle che sanno dialogare con la luce, lo spazio e i materiali circostanti.

Quali sono le tipologie di scala che più la rappresentano?

Senza dubbio le scale a sbalzo e autoportanti. Sono tecnicamente complesse ma visivamente leggere, e rappresentano perfettamente il nostro stile. Lavoriamo spesso con strutture nascoste in acciaio, gradini in Corian, legno massello o vetro, e ringhiere integrate che spariscono alla vista.
La sfida è nascondere tutto ciò che serve per sostenere, mantenendo la purezza del disegno.
Ogni scala a sbalzo è come un piccolo miracolo di equilibrio: sembra fluttuare, ma in realtà è il risultato di calcoli, verifiche e lavorazioni millimetriche.

Lei collabora anche con architetti e progettisti. Come si costruisce un buon dialogo in questi casi?

Con rispetto e ascolto. Il lavoro con gli architetti è stimolante perché ti costringe ad entrare nella visione di un altro, e a trovare il modo per valorizzarla con i tuoi strumenti.
Noi non ci limitiamo a eseguire: portiamo esperienza tecnica e creatività, proponiamo soluzioni quando c’è un vincolo strutturale o estetico, e costruiamo una sinergia vera.
L’obiettivo non è “fare la nostra scala”, ma costruire la miglior scala possibile per quel progetto specifico.

Parliamo di materiali. Quali predilige e perché?

Ogni materiale ha un’anima.

L’acciaio è il nostro alleato invisibile: lo lavoriamo, lo saldiamo, lo nascondiamo o lo valorizziamo. È ciò che regge tutto.

Il vetro è luce e leggerezza, ma anche rigore: va trattato con rispetto perché non perdona.

Il Corian è la nostra cifra stilistica: è pulito, elegante, si può modellare con continuità assoluta.

Il legno massello, invece, aggiunge calore, profondità, anima. Soprattutto se usiamo essenze come noce canaletto o rovere naturale.

In molti progetti combiniamo più materiali. Questo crea contrasti armonici, molto potenti dal punto di vista visivo.

Qual è la parte più difficile del suo lavoro?

La gestione del dettaglio.
Una scala su misura richiede decine di micro-decisioni: ogni millimetro conta. La tolleranza di errore è minima, la complessità logistica è alta (soprattutto nei cantieri), e la responsabilità è totale.
In più, lavorando spesso con clienti molto esigenti, sappiamo che il margine di delusione è sempre dietro l’angolo, se non si comunica bene.
Ecco perché oggi non vendiamo solo scale: vendiamo anche metodo, affidabilità, presenza costante nel progetto.

Che ci dice della vostra presenza online? Sappiamo che oltre al sito web ufficiale  roversiscale.it  ha creato scaledidesign.it

Esattamente. Volevamo uno spazio per spiegare in modo semplice ma autorevole tutto ciò che ruota attorno al mondo delle scale di design.
Abbiamo clienti che arrivano al nostro sito con domande vere: “Serve un muro portante?”, “Quanto costa una scala così?”, “È sicura per i bambini?”, “Si può fare in uno spazio piccolo?”.
Scale di design,  risponde a tutto questo, educa il cliente, ma al tempo stesso mostra il nostro approccio, il nostro stile, la nostra voce.

Come vede il futuro del settore?

Lo vedo più consapevole. I clienti oggi non vogliono solo una bella scala, vogliono sapere cosa c’è dietro: i materiali, la progettazione, la sostenibilità.
Il design non può essere solo estetica: deve parlare di funzionalità, durata, rispetto dell’ambiente e del lavoro artigiano.
Noi puntiamo su progetti sempre più puliti, invisibili, ma solidi.
Il futuro non è appariscente, è intelligente.

C’è una scala che porta nel cuore più delle altre?

Ce ne sono molte, ma forse quella che abbiamo installato in una villa in Costa Azzurra, dove la scala elicoidale seguiva una curvatura ellittica, costruita direttamente in opera con lamiere curve in acciaio, per poi essere plasmata con un trattamento finale in bronzo, senza una vite a vista.
Sembrava uscita da un blocco unico. Quando l’abbiamo terminata, l’architetto ci ha detto: “Non è una scala, è una scultura abitabile.”
Ecco: in quel momento ho capito che stavamo facendo qualcosa di davvero speciale.

Se dovesse definire Roversi Scale in tre parole?

Su misura. Invisibile. Essenziale.
Ma ne aggiungo una quarta: autentico. Perché ogni scala che realizziamo, porta con sé il peso e la bellezza del lavoro fatto con passione, esperienza e verità.